Naia si, naia no (s.f.)

Ogni tanto esce la notizia di ripristinare il servizio militare obbligatorio, naturalmente tutti o quasi sono concordi nel dire che occorre per dare ai giovani quei valori che sembrano aver perduto ma credo che non bastino sei o dieci mesi di servizio militare per ridare un’educazione a chi non è stata data dai genitori e dalla stessa società. Si dice che il pesce puzza dalla testa e quando vediamo che uno che brandisce un estintore contro un carabiniere e quest’ultimo per difendersi spara e uccide l’aggressore il carabiniere finisce sotto processo e l’aggressore viene elevato a rango di eroe con dediche e monumenti. E’ pochi giorni fa  un carabiniere uccide un ragazzo di 15 anni che gli aveva puntato una pistola alla tempia per rapinarlo e il carabiniere viene imputato per omicidio volontario neanche per eccesso di legittima difesa e si permette ai parenti e amici di distruggere il pronto soccorso e inscenare una manifestazione di protesta davanti alla caserma dei carabinieri e qualcuno ha anche detto che la colpa è del carabiniere perchè stava in borghese in una mercedes e al polso aveva un rolex. Al di là di questa divagazione però credo che il servizio militare serve a qualcos’altro di più significativo: innanzitutto durante il primo approccio, i famosi tre giorni, veniva fatto un serio screening medico sui giovani adolescenti e venivano fuori alcune patologie che i giovani di oggi hanno, come il varicocele che può portare all’infertilità, tubercolosi  e altro. Poi era un occasione per molti di uscire per la prima volta fuori dal proprio paese e vivere almeno qualche giorno con ragazzi coetanei e confrontarsi con altre realtà. A proposito ricordo che quando ho fatto il militare ero caporale istruttore e una volta chiedendo alle reclute cosa li avesse colpiti durante il viaggio per giungere in caserma un ragazzo mi disse: il mare, non pensavo fosse così grande. Il mese di luglio del ’70 il nostro capitano, Giuseppe Loschi, organizzò dei pullman per portare le reclute al mare, a Giulianova (Te), e quando arrivammo in spiaggia vidi le reclute che correvano  con le braccia alzate verso la spiaggia e mi tornò alla mente un passo dell’Anabasi di Senofonte di quando le avanguardie dell’esercito greco arrivarono al mare e urlavano “  θάλασσα θάλασσα – zàlassa,zàlassa” (mare mare) e per molti di loro era la prima volta che andavano al mare.

lattina-cirio, Datata 1923, ritrovata in Egitto

Ma tantissime cose derivano dalla vita militare, basti pensare allo sviluppo dei trasporti aereo durante la seconda guerra mondiale, non tutti sanno che il rotolo della carta igienica fu un’invenzione americana della prima guerra. La conservazione della carne in scatola fu un’invenzione delle guerre napoleoniche.

Il fax fu inventato da un ufficiale osservatore di artiglieria durante la prima guerra mondiale per trasmettere le coordinate di tiro, la croce rossa come servizio di ambulanza e relativo uso del cloroformio fu fatto durante la guerra di Crimea. La chirurgia ortopedica d’urgenza è frutto dei postumi delle battaglie come il perfezionamento delle protesi ortopediche. Ma tante piccole cose di uso quotidiano sono di origini militari a cominciare dall’abbottonatura degli abiti maschili atta a favorire l’estrazione della spada come il condurre la donna sulla destra in modo che la spada non desse fastidio, allo stesso modo, chi pratica l’equitazione lo sa,  si monta dal lato sinistro del cavallo in modo da non restare impacciati con la spada.  I bottoni sulla manica delle giacche furono messi per impedire ai militari di pulirsi il naso o la bocca con la manica.

Ma l’esercito moderno a cosa serve? Certo si parla di missioni all’estero e con un alto contributo di vite umane ma in territorio nazionale? Attualmente l’esercito è impegnato nell’operazione “strade sicure”, lo è stato in Sicilia nell’operazione “Vespri Siciliani” ma non dimentichiamoci del terremoto di Messina, della Marsica, del disastro del Vaiont, terremoto del Belice, dell’alluvione di Firenze,terremoti del Friuli, della Campania,  delle Marche, del Molise, dell’Aquila, di Amatrice, Rigopiano, sempre pronto ad intervenire in prima battuta insieme naturalmente a tutte le forze dell’ordine. Certo ora c’è la Protezione Civile ma essa è nata grazie ad un’organizzazione di estrazione militare come l’ANA ed è organizzata e strutturata come l’esercito.

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