I P.O.W. (PRISONERS OF WAR ) PRIGIONIERI DI GUERRA ITALIANI DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE “OSPITI” DI SUA MAESTA’ IL RE D’ INGHILTERRA , NEI CAMPI DEL SUDAFRICA

Gli italiani catturati dagli inglesi durante la seconda guerra mondiale nel nord-est dell’ Africa furono avviati a Durban, in Sud Africa, con destinazione finale il campo di Zonderwater situato vicino a Cullinan in Transvaal ( ora chiamato Gauteng), 50 Km da Pretoria. Prima però era prevista una sosta nel campo di transito di  Pietermaritzurg ( KwaZulu-Natal ) a circa 75 km dalla città, aperto il 4 aprile  1941. Inizialmente utilizzato come primo soccorso, visita medica, pulizia personale e disinfezione ( in alcuni periodi ospitò fino a 8.000 uomini )  in seguito divenne campo permanente.
Il Tenente cappellano  Giacomo Conte scrisse il nu-mero unico “ IN ATTESA “  nel 1944 per ricordare i più importanti eventi avvenuti nel campo e riportare  alcuni pensieri dei prigionieri .La costruzione della Chiesa, dedicata a Santa Maria delle Grazie, terminò l’ 11 mar-zo 1944 (dopo un anno) e fu consacrata dal Nunzio apostolico del Sud Africa l’ Arcivescovo polacco Van Gijlwik. Nel discorso inaugurale il Cappellano sottolineò  che la Chiesa, descritta come la più grande e migliore realizzazione dei prigionieri italiani,  era stata costruita per essere tra-mandata ai posteri.“ QUANDO I GENITORI, I NONNI, SOSTERANNO DAVANTI AD ESSA , DIRANNO AI LORO BAMBINI “ E’ STATA COSTRUITA DAGLI ITALIANI”.Alla fine del 1946 il campo fu chiuso e tutto  passò al Municipio, ma poichè era in posizione isolata in breve la Chiesa fu sconsacrata, vandalizzata  ed infine bruciata.Nel 1962 per iniziativa di alcuni italiani fu restaurata e, nel 1977, dichiarata “Monumento storico tutelato “ fu donata alla Fondazione del patrimonio nazionale, che nel 1990 la mise in vendita. La pronta reazione della locale comunità italiana lo impedì Per salvaguardare l’edificio fu costruita una recinzione  e ini-ziarono le pratiche per acquisire la proprietà. Ciò avvenne nel 1995 e finalmente nel 1998 divenne proprietà dell’ Italia. Conclusi tutti gli atti, nel 2003 alla presenza del Generale Vittorio Barbato , in rappresentanza del Ministro della Difesa, la Chiesa fu inaugurata.   Nel luglio del 2008 vi furono trasferiti  i resti mortali di 117 soldati morti nell’ affondamento della nave “  Nova Scotia “ , sepolti nel Cimi-tero di Hilary-Durban.Insieme a loro i resti di 35 soldati morti in prigionia, anche loro sepolti inizialmente ad Hilary.Il 28 novembre 1942 la nave inglese da 7000 tonnellate “ Nova Scotia “ mentre navigava nel Canale del  Mozambico ,Oceano Indiano, fu affondata da un sommergibile tedesco, l’ U Boat 177 comandato dal Capitano Robert  Gysae. Trasportava 772 prigionieri italiani e 300 fra equipaggio, guardie e soldati sudafricani feriti ad El Alamein. Molti morirono affogati, una nave portoghese ne raccolse 120 e li portò a Lourenco Marques ( ora Ma-puto).       I prigionieri italiani affogati furono 655, gli altri 117 finirono sulle coste dello Zululand dove furono preda dei coccodrilli ; alcuni resti furono recuperati , in parte  decomposti e non identificabili. I resti furono posti in apposite cassette-ossario , numerate e con il nominativo (se identificato ), gli altri cimeli rinvenuti sono conservati nel locale Museo.Le operazioni di riesumazione e trasferimento a Pietermaritzurg furono eseguite da volontari italiani .      Nel Cimitero c’ è una lapide ricordo, un monumento ed una grande Croce a perenne memoria. Il sito è stato posto sotto la tutela di “ ONOR-CADUTI “ , Ente del Ministero della Difesa respon-sabile dei Cimiteri di guerra, Sacrari, ecc. sparsi in Italia e nel mondo.

( Tradotto  da un articolo pubblicato su una rivista inglese a cura del Gen. Italo Giammarco )

Mio padre , mobilitato nel 136° Battaglione C.N. “Chieti”,si imbarcò a Napoli il 14 dicembre 1937.Mentre era in navigazione verso l’ A.O.I. un telegramma gli comunicò la mia nasci-ta.Il 1° aprile 1941 ad Asmara fu catturato dagli inglesi e rinchiuso nel Campo di prigio-nieri di guerra ( P.O.W.) di Pietermaritzburg.Rimesso in libertà, il 9 dicembre 1946 si imbar-cò a Durban e rag-giunse Napoli il 28 dicembre . Nel “Centro alloggi ” di Fuorigrotta esple-tò le pratiche di rou-tine, fu interrogato dalla Screening Com-mission , che decretò che….non era colpa sua se avevamo persa la guerra.! ( Infatti, quando fu il suo turno per la distribuzione delle armi, si accorsero che….erano finite !)A casa arrivò  la sera del 31 dicembre in forma smagliante, pesava circa 49 kg, ed a parte questa fo-to inviata qualche an-no prima, quella sera conobbi mio padre.(Italo Giammar4co)

Mio zio Federico Centofanti fu fatto prigioniero in Africa e deportato dagli inglesi in India (Francesco Scipione)

 

Un commento:

  1. È un piacere leggere un nuovo articolo.

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