Riflessioni di un “over 70”

Ieri, Natale 2018, i ragazzi del mio nucleo di Protezione Civile ANA, hanno provveduto a consegnare i doni che avevano raccolto, ai bimbi e adolescenti delle case famiglia del circondario e nel pomeriggio, dopo aver montato una poltrona sul pick-up, un volontario, vestito da babbo Natale ha distribuito dolciumi ai bambini che passeggiavano per il corso della città (Sulmona). Io, invece, sono stato tutta la giornata a casa, una casa piena di gioia, con mia moglie, mio fratello e mia sorella e i miei due figli con le rispettive compagne e, soprattutto con le mie nipotine, Gaia (8 anni), Greta (3 anni) e Cloè ( 25 giorni). una confusione immensa ma una gioia indescrivibile.

Naturalmente un po’ di rimorso per non aver collaborato con i ragazzi c’è stato ma è venuto spontaneo chiedermi se il mio fosse stato un attacco di egoismo oppure…, ma poi ho riflettuto. Purtroppo con l’età e il mio cuore a pezzi (riparato tre volte da un bravissimo cardiochirurgo) e che va a batteria (pacemaker) comincio a pensare che quello di ieri potrebbe essere l’ultimo mio Natale, e ciò ormai accadrà ormai a tutte le feste e questo mi spinge a stare in famiglia e godere le gioie familiari fino in fondo. La consapevolezza di non potermi godere il maggior tempo possibile le mie nipotine, specie la più piccolina, mi riempe di angoscia. Sapere che potrebbero non conservare il ricordo del nonno mi fa rabbrividire. Se ciò dovesse accadere per loro sarei definitivamente morto, perchè si muore quando si perde il ricordo.

Spero che qualcuno dei volontari legga queste righe per poter almeno comprendere le motivazioni delle mie defezioni degli ultimi tempi. Voglio ringraziarli per quello che hanno fatto e continueranno sempre a fare con lo spirito di Alpinità che ho cercato loro di trasmettere e credo di esserci riuscito. Nel 2016 insieme con Marco (l’attuale capogruppo) abbiamo deciso di far rinascere a Sulmona la Protezione Civile ANA e cominciammo un’opera di propaganda per incrementarla e, in seguito al terremoto di Amatrice ci fu una quantità di richieste di iscrizioni e da allora, qualcuno si è perso per strada ma altri e altre si sono aggiunti e quando si sono iscritti non avevano la minima idea di cosa li aspettasse, pensavano solo a dover correre per soccorrere persone colpite da calamità naturali ma sono tante le attività che invece fanno al di là della mera protezione civile, e lo fanno come soci ANA (colletta alimentare, telethon, Natale alle casa famiglia, supporto a manifestazioni culturali, tutte senza scopo di lucro. Molti di loro (donne e uomini) non hanno fatto l’Alpino ma dal loro modo di agire e di fare sono molto più Alpini di tanti. Sempre pronti ad aderire a iniziative benefiche e di aiuto per chi sta in difficoltà. Se solo uno di loro leggerà questo mio sfogo mi sentirò sollevato dal mio senso di colpa. Grazie, grazie,grazie.

Un commento:

  1. Nessuna colpa, sei capibile rispetto a chi potrebbe donare del tempo al volontariato e non lo fa…solo un consiglio, bevi la vita sorso dopo sorso, senza preoccuparti di quando sarà terminato il contenuto del recipiente.

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