Raduno sezionale: Sulmona 22e 23 giugno 2019

Il 22 e il 23 giugno 2019 si terrà a Sulmona il raduno sezionale degli Abruzzi.
Fin qui un semplice e scarno comunicato stampa ma, leggendo oltre andiamo a scoprire cosa rappresenta per noi il Gruppo Alpini “Giuseppe Tirone”.
Innanzitutto, anche se non viene riconosciuto dall’ANA, è il più vecchio gruppo Alpino d’Italia. Fu fondato ufficialmente con il nome di “associazione di Alpini” dal parroco di Santa Maria Della Tomba don Pasquale Di Loreto, nel maggio del 1915, all’alba dell’ingresso in guerra dell’Italia (vedi arricolo precedente). E’ pur vero, come si vede dalla foto, erano poco più che adolescenti ma due di quei ragazzi

furono arruolati nei “Ragazzi del 99” e caddero purtroppo in battaglia e sono l’Artigliere Alpino Emanuele Capodanno, nato il primo gennaio del 1900 e l’Alpino Donato Petrilli, nato il 2 settembre del 1900 (ancora diciassettenne). Un altro ragazzo di quel gruppo era Giovanni Giuseppe Farina che è stato il primo capogruppo ufficiale.  E’ pur vero che nel 1915 di ANA non si parlava ma questi ragazzi e soprattutto Farina continuarono a portare avanti la loro associazione fino alla fondazione dell’ANA e senza soluzione di continuità ne fu capogruppo fino al 1937. Alcuni dei capigruppo parteciparono al primo e secondo conflitto mondiale.
Il nostro gruppo ha due decorati: la medaglia d’argento al valor militare Ten.Col. Giuseppe Tirone e la medaglia d’oro al valor civile e medaglia di bronzo al valor militare C.M. Armando Ranucci, che Alpino di leva sacrificò la sua giovane esistenza nel, purtroppo vano, tentativo di salvare la vita al suo comandante di plotone. (vedi articolo precedente)

Questa un po’ la storia militare del gruppo ma, abbastanza ricca, è la sua storia “civile”.
Sempre attiva nel volontariato e come protezione civile è stata presente nel terremoto dell’Umbria, del Molise, dell’Aquila, durante l’esondazione del Tevere, é stata in Francia e per ben due volte in Albania a Valona. Nel sisma che ha colpito Amatrice il nucleo di Sulmona è stato uno dei primi a giungere sul posto (alle 7.30 era operativo) e ha contribuito a tirare fuori dalle macerie due superstiti (vedi aricolo precedente).
Ha avuto diversi riconoscimenti tra cui una targa d’argento del Presidente della Repubblica e due Sigilli d’Argento del comune di Sulmona.
Anche nel sociale si è sempre distinto partecipando sempre alla raccolta del banco alimentare e, in passato, ha provveduto a realizzare uno scivolo per permettere ai portatori di handicapp di accedere al Liceo Classico Ovidio e per diverse volte alla potatura degli alberi. Ultimamente abbiamo provveduto a restaurare le erme di bronzo di Carlo Tresca, Giuseppe Tirone, Armando Ranucci (vedi articolo precedente) e del cippo lapideo inneggiante alle “gelide e copiose acque” declamate da Ovidio.
(Francesco Scipione)

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