EROI SI NASCE O  SI DIVENTA ? (Gen. b. c.a. Italo Giammarco)

Fante Zanon Giulio

EROI SI NASCE O  SI DIVENTA ?

La straordinaria storia di un Eroe sconosciuto mi ha fatto sorgere questo dubbio.

L’amico Generale di Brigata Italo Giammarco (Fante) mi chiede:

 Parla di un FANTE ! Può sperare di apparire sul foglio degli alpini ? 

Io dico senz’altro di si, non per nulla su un cippo a Redipuglia è scritto “ A noi fanti del Carso / gloria è dormir vicino / ai puri Eroi dei monti / nostri FRATELLI alpini

Il 13 gennaio 1915, alle ore 0755 , un tremendo terremoto classificato di magnitudo 7 della Scala Richter ( 11°-12° grado della Scala Mercalli) interessò  Avezzano e tutto il 

Villino Palazzi, unico intatto

bacino del Fucino ma  fu distintamente avvertito in tutta l’ Italia Centrale ed oltre.I paesi dell’ epicentro furono praticamente rasi al suolo, le campagne subirono profonde modifiche : voragini, spaccature, sollevamento del terreno, piccoli vulcani di fango.Notevoli le perdite fra la popolazione : su circa 120.000 residenti nell’ area colpita le vittime furono più di 30.000.

Il sisma distrusse completamente anche la  “ Caserma “ del 13° Reggimento

chiesa sconsacrata adibita a caserma

(praticamente era la Chiesa di San Francesco, sconsacrata) , provocando gravi perdite fra i militari : dei 110 soldati presenti, 50 perirono sotto le macerie,

attendamento militare

20 rimasero feriti e 40 si dispersero per i paesi vicini, di cui erano originari.

Appartenevano tutti al  Primo Battaglione del 13° fanteria  di stanza a Sulmona, in distaccamento ad Avezzano  c’ era la 9^ compagnia (il  Comando Reggimento e gli  altri reparti erano nella  sede dell’Aquila ). Fra le macerie era rimasto imprigionato il Tenente Mario De Santis ; facendosi aiutare da un commilitone il Fante Giulio Zanon di Verona cominciò a scavare, con le mani, per cercare di riportare alla luce il suo Ufficiale.

Ma facciamocelo raccontare direttamente dal “miracolato” …..” Oggi ( è stato scritto il 13 gennaio 1917) ricorre il 2° anniversario della mia forse avvenuta morte alle ore 7 e 50 minuti del mattino del 13 gennaio 1915, quando sono stato travolto dal crollo totale e completamente sommerso dalle macerie della caserma del distaccamento del 13° Reggimento di stanza nella città di Avezzano negli Abruzzi, dove mi trovavo in servizio di prima nomina, il giorno del terrificante terremoto…………Sono svenuto? Sono morto ? Non ho mai saputo o potuto dirlo perchè al momento dello sprofondamento tra le macerie ho avuto la sensazione di perdermi nel nulla. Certo che la morte mi avrebbe comunque ghermito, sepolto vivo, ……non avevo la benchè minima speranza e possibilità di uscirne vivo, immobilizzato completamente dal peso enorme del materiale che premeva su tutta la mia persona……..Per un insieme di circostanze incredibilmente fortunate, dopo alcune ore di sforzi sovraumani, il mio attendente soldato  Zanon Giulio di Cadoneghe , riuscì a riportarmi alla luce……rinato o resuscitato e molto malconcio”.

Questo è il racconto di Mario De Santis,   protagonista di questa avventura ,per fortuna per lui  finita molto favorevolmente.

Ma la guerra premeva, i militari furono ritirati dalle zone terremotate ( sostituiti da altri reparti od organizzazioni civili) e, zaino sulle spalle,  partirono per raggiungere il fronte.

Superato il fiume Isonzo, il nostro primo obiettivo era raggiungere il Carso e consolidare le posizioni. In una delle iniziali azioni di guerra  , i reparti del 13° dovettero fronteggiare una strenua resistenza nemica nella zona delle Cave di Selz , periferia di Ronchi dei Legionari.E qui ritroviamo il fante Zanon e la sua innata generosità. La storia questa volta ce la narra la motivazione della concessione della Medaglia d’ Oro al Valor Militare. “……..con nobile abnegazione sotto micidialissimo fuoco nemico , soccorreva e riusciva a trarre in salvo un soldato gravemente ferito durante l’ attacco alla baionetta. In una lotta  corpo a corpo liberava un soldato già caduto prigioniero , uccidendo un nemico e fugandone altri. Visto in pericolo il proprio Ufficiale, si slanciava avanti facendogli scudo  del proprio petto e cadeva valorosamente crivellato di ferite “  Selz, 30 giugno 1915.

Questa volta il superiore salvato  era il Tenente Ugo Leone.

A questo punto si dovrebbero trarre delle conclusioni, trovare una risposta alla domanda iniziale : il fante Zanon era un Superman o un uomo normale , generoso e pronto all’ estremo pur di  aiutare gli altri ? Valutiamo  la seconda ipotesi che mi sembra la più probabile, ossia trattasi di una persona normale , dotata di una innata e spontanea generosità , prima che a se stesso pensava a salvare chi si trovava in imminente pericolo. La Medaglia d’ Oro  non gli ha restituito la vita ma ha consentito che il suo comportamento generoso,  altruistico fosse tramandato fino a noi , come esempio di rare virtù. CONTINUIAMO  A RICORDARE LUI E LE SUE GESTA, NON DIMENTICHIAMOLO!

 

 

 

 

Un commento:

  1. Questa dote dovrebbe appartenere anche ad ogni volontario di p.c.!

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