GEN.C.A. GIUSEPPE PAOLINI (Gen.br. Italo Giammarco)

paolini

UN GRANDE EROE ABRUZZESE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE POCO CONOSCIUTO , IL GENERALE D’ARMATA GIUSEPPE PAOLINI DI POPOLI.

 

La sua città natale gli ha dedicato una piazza ed una scuola. il suo nome – come quello di tutti gli altri Caduti – non è riportato nelle lapidi del Monumento ai Caduti eppure è stato un vero protagonista della Prima guerra mondiale, pluridecorato ed autore di opere passate alla storia del nostro Paese.   Paolini  nacque a Popoli l’ 11 aprile 1861 ; uscito dalla Scuola Militare di Modena col grado di Sottotenente nel gennaio del 1882 ed assegnato al 2° Reggimento bersaglieri, ivi ebbe le successive promozioni a Tenente e Capitano. Maggiore  nel 9° bersaglieri, pochi mesi dopo al comando del XXX battaglione si segnalò nell’ opera di soccorso prestata alle popolazioni colpite dal terremoto delle Calabrie, meritandosi una Medaglia d’ Argento di benemerenza. Nell ‘ ottobre 1909 ottenne il trasferimento  nell ‘ 11° bersaglieri col quale, al comando del XV battaglione, partecipò alla campagna di Libia, meritandosi la Croce di Cavaliere dell Ordine Militare di Savoia (O.M.S.) , una medaglia d’ Argento al Valor militare e la promozione a Tenente Colonnello per merito di guerra per i fatti d’ arme di Sciara Sciat, dove riportò una ferita, di Sidi Said e di Assab. Rimpatriato nell’ agosto 1913 fu incaricato della formazione del 134° Reggimento fanteria, del quale assunse il comando dopo  la promozione a Colonnello. Alla dichiarazione di guerra del maggio 1915 si schierò in linea sul Basso Isonzo. Per la brillante azione del 25 luglio sul Monte Sei Busi ebbe il grado di Maggiore Generale per merito di guerra. Alcuni mesi dopo al comando di una brigata speciale ebbe il compito di attaccare le fortissime posizioni a ridosso delle cave di Selz. Quattro volte ferito, rifiutò di allontanarsi dal combattimento e, calmo ed energico, pur nelle difficili condizioni, animò le sue truppe dando ad esse l’ esempio incitatore. Con motu proprio sovrano del 27 ottobre 1915 gli fu concessa la Medaglia d’ Oro al Valor militare.
Guarito e tornato al fronte nel gennaio 1916, combattè ancora sulle alture di Selz e sull’Altopiano di Asiago al comando della Brigata “ Acqui “ ( 17° e 18° Reggimento ). Nel corso di numerosi ed accaniti combattimenti fu conquistato un intero trinceramento austriaco, facendo numerosi prigionieri ed un ricco bottino di armi e munizioni.gen paolini

Incaricato del Comando della 4^ Divisione, condusse le azioni offensive contro il Pecinka e Castagnevizza e fu decorato di Croce di Ufficiale dell ‘ O.M.S. Nel giugno 1917 fu promosso Tenente Generale per merito di guerra e, nell’ ottobre successivo, al comando di un Corpo d ‘ Armata speciale, per aver concorso all’ ordinato ripiegamento al Piave della 3^ Armata fu decorato di Medaglia d’ Argento, Al comando dell’ XI Corpo d’ Armata prese parte alle battaglie del giugno 1918 e Vittorio Veneto nell’ ottobre, alle grave di Papadopoli. Già decorato di Commenda di Grande Ufficiale e collocato in congedo dal 1° aprile 1922. fu promosso Generale d’ Armata nel febbraio dell’ anno successivo.

Teminato il conflitto , nel  1923 Paolini realizzò il primo cimitero di guerra  sul Colle di S.Elia , denominato “ Degli Invitti della Terza Armata”, di fronte a quello che diventerà nel 1938 il Sacrario Militare  di Redipuglia . Questo immane Monumento rappresenta così il centro della necrolatria bellica , onorato durante la sua visita da Papa Francesco  dopo aver reso omaggio ai Caduti Austro-Ungarici del vicino cimitero militare di Fogliano .

Una nota di colore : la figlia Paola  fu la moglie dell’ ingegnere Corradino D’ Ascanio, il celebre inventore della  Vespa Piaggio, brevettata il 23 aprile del 1946; i destini di due concittadini famosi  si intrecciano per merito di una storia d’ amore !

Il Generale Paolini muore a Gorizia l’ 11 gennaio 1924. Come riconoscimento dei meriti acquisiti durante il servizio , la sua tomba venne collocata  nel  Sacrario Militare di Redipuglia. Accanto al sepolcro del Comandante della “ Invitta” Terza Armata , Emanuele Filiberto Duca d’ Aosta, formato da un blocco di marmo rosso della Val Camonica  vi sono  cinque monoliti in granito rosso dedicati a  cinque generali di Corpo d’Armata , fra cui Paolini.

“MEMINISSE JUVABIT “………..” La  Nazione  che dimentica i Suoi Eroi sarà essa stessa dimenticata “ – Calvin Coolidge, 30° Presidente degli Stati Uniti.

 

Un commento:

  1. Avv.Vivalda Paolini

    E’stato indubbiamente un grande!uno dei nostri eroi che per amore della propria patria erano pronti a dare la vita!!E’ questo che certi italiani,italiani solo di nome perché nati sul nostro suolo,non dovrebbero mai dimenticare!!!Ma purtroppo non sempre e’cosi’.!!!A volte mi chiedo con quale “faccia”si presentano davanti all’altare della Patria nel corso delle varie commemorazioni!!!Certo ci vuole coraggio!!! Grazie invece ai nostri eroi come il generale Giuseppe Paolini che ci ha veramente onorati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *