Il ponte di Perati di Gen. div.Giorgio BLAIS e Gen.B. Italo Giammarco

Alvaro Colosetti

Alvaro Colosetti

LA VOIUSSA ED IL PONTE DI PERATI

Inizio luglio, breve vacanza in Grecia, sui monti del Pindo e dell’Epiro. Mi dice mia moglie, greca “ Guarda che qua vicino c’ è un fiume che si chiama Aoos. E’ il fiume che in italiano si chiama Voiussa e di cui ho sentito tante volte la canzone”. Effettivamente il lungo fiume, che nasce in Grecia con il nome Aoos, entra in Albania dove cambia nome in Vjosa e si getta nell’ Adriatico dopo circa 300 Km di percorso è la Voiussa, l’epico fiume che “ col sangue degli alpini s’è fatta rossa”.

Immediata puntata al fiume , la località si chiama Voidomadis, trovo un corso d’ acqua limpido che scorre fra boschi, mi fermo con rispetto, bevo anche un sorso d’acqua in segno di immedesimazione. A questo punto bisogna andare a trovare il Ponte di Perati, su cui “ c’ è il tricolore “.

Ma dov’ è Perati ? Voidomadis è a pochi chilometri dal confine con l’ Albania, Perati è in Albania, quindi dirigiamo la macchina verso nord al posto di confine  tra Grecia ed Albania,  Traffico pressochè inesistente, i doganieri albanesi ci fanno passare anche se la carta verdep3 non era valida per l’ Albania.

Sulla carta stradale Perati non compare ed i doganieri non ci danno alcuna indicazione utile.

Convinto che “ il ponte di Perati ” fosse sulla Voiussa, percorriamo la strada che costeggia il fiume per una decina di chilometri fino ad arrivare ad un villaggio. Effettivamente sul fiume sonnolento c’ è un ponte in disuso, completamente distrutto ed un centinaio di metri a monte un altro ponte su cui passiamo, alla ricerca di qualche traccia. Niente di niente. Torniamo al villaggio e troviamo sedute all’aperto due persone che fortunatamente parlano il greco.U no,si chiama Antonio, ci dice “ So dov’è il ponte di Perati, se volete vi posso accompagnare”.

Non so se sia la bufala o no, la persona ha l’ aria simpatica, penso che 20 Euro per il disturbo siano ben spesi, accettiamo. Antonio sale in macchina, rifiuta con gesto perentorio la cintura di sicurezza che gli chiediamo di allacciare e ci riporta indietro verso la sbarra di confine.

Risaliamo quindi il corso della Voiussa, che rimane alla nostra destra, arrivati a 500 metri dalla sbarra di confine pieghiamo verso sinistra su una strada, anzi una carrareccia, assai poco frequentata. Questa nuova strada costeggia un altro fiume affluente di destra della Voiussa. Si chiama Santaparos ed è qui che sorgeva il “ ponte di Perati”.

Mi ero quindi sbagliato a pensare che il ponte di Perati fosse sulla Voiussa. Poi, ripensandoci, mi sono dato del superficiale. Nel nostro triste canto, non si dice che il ponte di Perati è sulla Voiussa. Dice “ Sui monti della Grecia c’è la Voiussa”. Dice anche all’inizio del canto “ Sul ponte di Perati bandiera nera “ ed alla fine “ Sul ponte di Perati c’è il tricolore”, ma non lega direttamente il ponte di Perati con la Voiussa. Quindi il ponte di Perati è, o meglio era, sul Santaporos, che si getta nella Voiussa dopo pochi chilometri.

Ripartiamo e dopo non più di un paio di chilometri Antonio ci fa fermare. Scendiamo, la strada è parecchio alta sopra il Santaporos p4che qua segna il confine fra Albania e Grecia. Antonio fa pochi passi e ci mostra la rampa con spalletta di un ponte. All’altra estremità del fiume c’ è un’ altra rampa.Il ponte non esiste più, così come non esiste più il villaggio di Perati, disabi-tato da dopo la guerra e scomparso. Sulla spalletta c’ è una targa della Se-zione ANA di Verona. C’ era probabil-mente un distintivo, un’ aquila,  qualco-sa che evidentemente è stato sottratto.

Dalla rampa si vede chiaramente cosa è rimasto del ponte sulla sponda opposta, in Grecia.

Mi affaccio per guardare il Santaporos, il fiume che i nostri alpini dovevano attraversare.

Pellegrinaggio finito ? No, non ancora. Ritorniamo al confine e, appena entrati in Grecia, decidiamo di andare sull’altro versapnte del Santaporos per vedere il ponte dalla visuale “ del nemico”. Anche qua, poca roba. Nessun particolare ricordo, tranne una interessantissima fotografia di com’era il ponte prima del conflitto. La data è del 1939.

Finisce la giornata con emozione e un sentimento di soddisfazione per aver concluso una ricerca, nata sul momento, ma piena di significato alpino e patriottico. Ho visto la Voiussa; ho visto quel che resta del ponte di Perati.

Per la storia, era sabato 5 luglio 2014.

L’ autore,  Giorgio BLAIS è Generale di divisione in quiescenza , ha pubblicato questo emozionante racconto  sul notiziario “Tradizione militare”, organo ufficiale della ANUPSA (Ass.ne Naz.le Ufficiali provenienti dal servizio attivo). A proposito dell’unica targa trovata, in realtà tante sezioni si sono recate in pellegrinaggio sul ponte ed hanno lasciato la loro traccia. Lo stato di abbandono, la zona isolata hanno dato via libera all’opera di sciacallaggio. In uno di questi, nel 2006, erano presenti due reduci, un artigliere alpino ed un “ quasi” alpino, un Sottotenente di fanteria della B. “ Cagliari ”, di Parma,  fu posto al comando di un plotone della 93^ compagnia nientedimeno che del BATTAGLIONE “ L ‘ AQUILA” ! ……… in guerra tutto è possibile !!

Una annotazione personale. C’è anche per me, che ho avuto l’ onore di comandare il 17° “Acqui”,  un legame affettivo verso il ponte di Perati. Considerata la deficitaria situazione delle forze ,  fu inviata in rinforzo anche la Divisione “Acqui”, definita “ da montagp-1na” ed infatti poi fu mandata…… sull’isola di Cefalonia  , però gli unici che portavano il cappello alpino erano gli artiglieri. Dall’ “ ALBO D’ ORO” che riporta solo i Caduti abruzzesi inquadrati in quella grande unità, su un totale di 166  (fronte occidentale, Grecia-Albania e Cefalonia) i nostri conterranei che hanno arrossato il fiume con il loro sangue  sono 30, cito solo alcune località di provenienza : Goriano Sicoli, Pratola, Pianella , Palena, Ovindoli….

 

PER I CADUTI- “Andarono in battaglia cantando,/ erano giovani, forti nel corpo,/ veritieri nello sguardo,/ costante e ardente,/ fedeli fino in fondo / nonostante le tante probabilità avverse./

Caddero con la faccia rivolta al nemico./ Loro non invecchiano come noi lasciati ad invecchiare,/ la vecchiaia non li logorerà,/ nè gli anni li condanneranno./

Al calar del sole e al mattino noi li ricorderemo./ Come stelle luminose /

in marcia nelle pianure celesti, / quando noi saremo già polvere;/ come stelle brillanti / nel giorno della nostra oscurità,/ alla fine, fino alla fine, rimarranno…”

 ROBERT LAURENCE BINYON

 

8 commenti:

  1. Antonio Lucchi

    Bellissimo racconto! Io ho fatto una ricerca sugli alpini del mio paese (Corniglio-PR) che hanno combattuto in Grecia e Russia. Erano tutti della Julia. Mi ero documentato e anch’io avevo letto con stupore che il ponte di Perati non era sulla Voiussa ma scavalcava il fiume Sarandaporos, suo affluente, al confine fra Grecia e Albania.

  2. Qualcuno sa dirmi se parteciparono al conflitto anche i bersaglieri?

  3. Su Google Earth non trovo il Santaporos ed il confine tra Grecia e Albania non mi sembra passare sull’affluente, ma sulla cresta di una montagna. Forse il fiume faceva da confine fino al 1947.
    Vedo che solo la Voiussa per un tratto segna il confine.

    • Francesco Scipione

      non dimentichiamo che con la fine della Iugoslavia e la caduta del muro in quei paesi c’è stata una bella rivoluzione oltre che di confini anche della toponomastica.

  4. Luca Cossutti

    Il ponte è sulla Viossa.
    Il fiume Aaos è affluente della Viossa.
    Se si guarda bene su google earth si vede che il fiume Aaos (più piccolo) si butta nella Viossa (il punto di confluenza fa da confine).
    l’Aaos muore al confine con l’Albania.
    Il fiume Viossa viene da Est per puntare verso Nord. Qui segna il tratto di confine per un tratto.

    Il fiume Aaos NON è la Viossa.
    Il Ponte è proprio sulla Viossa.

    • Marcello quaranta

      No, ti sbagli, è sul sarandaporos.
      e’ a poche centinaia di metri dal Viosa
      Io ci sono stato di persona, sia sul lato albanese che greco. Rimangono solo i pontelli principali sulle due sponde.

  5. Luca Cossutti

    Il Ponte sorgeva dove c’erano vecchie terme romane.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *