La Jeep a pelo senza volante e senza ruota di scorta. (Francesco Scipione)

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Foto dal web

E’ bello vedere che nonostante la fatica che i conducenti, sconci, dovevano fare per accudire il mulo loro assegnato (il mulo aveva la precedenza) non perdevano il loro spirito umoristico. Quando negli anni ’60 si arrivava al C.A.R. molti ragazzi avevano l’incarico di conducente e, siccome avere la patente di guida allora era molto rara per i giovani e soprattutto costosa, questi subito chiedevano ai furieri che li immettevano nei ruoli quando avrebbero iniziato il corso di guida e la risposta era: guida di Jeep a pelo senza volante e senza ruota di scorta. Passato il primo momento di ambientamento però si affezionavano all’animale loro affidato ed entravano veramente in simbiosi. Molti episodi del secondo conflitto mondiale, soprattutto nella tragica ritirata di Russia, narrano che molti conducenti lottavano contro gli altri commilitoni per evitare al proprio mulo di finire in pentola.

…”Una slitta e un mulo presso un pezzo saltarono in aria. “Guarda Scudrèra” disse il capitano a Serri indicando il conducente che metteva al riparo il suo mulo dietro una pila di cassette di granate. Scudrèra aveva passato un braccio attorno al collo del mulo e col viso appoggiato al muso gli andava accarezzando la mascella. “Non aver paura” – gli diceva lisciandogli il pelo – “ci sono sempre qua io, il tuo padrone non si dimentica di te, stai sicuro: piuttosto che lasciarti fare prigioniero ti sparo una fucilata in un orecchio. Va bene?”, gli domandava infine sorridendo e tirandogli l’orecchia, e poiché gli era così vicino, affettuosamente gliela baciava, senza esitazione e senza pudore…
(da “Centomila gavette di ghiaccio” di G.Bedeschi – Editore Mursia)

Vi sono molti episodi che narrano di conducenti che hanno diviso la “pagnotta” con i muli, del mulo che protegge l’alpino, dell’alpino che parla col suo mulo. Tra le battute che circolavano nelle caserme degli alpini una è singolare. Correva voce che “Dove il mulo non arriva, l’artigliere era capace di portarselo in spalla”. Ma la scena più commovente si aveva quando il conducente, con il foglio di congedo in mano andava a salutare il suo mulo.

Francesco Scipione

2 commenti:

  1. Mi ricordo ancora quando Olindo diceva che Ciampa a L’Aquila aveva avuto come incarico “conducente di jeep a pelo”.

  2. E bravo Francesco.

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